BIOGRAFIA (2)

          Nel 1960 acquista il terreno dove attualmente sorgono la casa di riposo e l'asilo da Petracca Raffaellina e successivamente altro terreno ed alcuni fabbricati in piazza S. Rocco. Dalla testimonianza di un suo carissimo amico, Marco Berardo, sappiamo che per queste operazioni economiche, legate a futuri progetti per la parrocchia, non ha una lira. Puo realizzare questo sogno grazie ad un primo prestito di L. 300.000 avuto da un parrocchiano, Manzo Sabatino.
          Gli anni successivi vedono la realizzazione di opere di particolare importanza per la parrocchia e per l'intera cittadinanza.
          Nel 1961 precede ad una prima ristrutturazione delle chiese di S. Teresa a Casale e della Madonna Assunta a S. Maria del Vasto.
          Nel 1962 iniziano i lavori per la costruzione della nuova chiesa parrocchiale in piazza S. Rocco e, successivamente, quelli per l'edificazione di una casa canonica, poi ampliata e trasformata in casa di riposo, e della scuola materna.
          Grazie all'aiuto della Provvidenza, come lui spesso ripete, trova intanto la disponibilita delle suore Missionarie Francescane del S. Cuore a venire in parrocchia.
          L'asilo viene aperto il 18 agosto 1965, mentre la nuova chiesa e inaugurata nel 1968.
          Sempre l'amico Marco Berardo ci racconta che, terminati i lavori di costruzione della nuova chiesa, don Giovanni si reca in banca a Campobasso per ritirare un'ultima somma di diversi milioni da dare all'impresa costruttrice e, dopo il pranzo presso Marco, tornato a Duronia, lo chiama perche non trova la borsa con i soldi. Aprendo l'auto, l'ha lasciata sul tetto della stessa e, lungo ]a strada tra Campobasso ed Oratino, viene ritrovata da un'auto della polizia che provvede a far riavere il tutto al parroco.
          Intanto il 22 luglio 1970, con una cerimonia sobria, festeggia il 25 anni di sacerdozio.
          Grazie ad un primo contributo di Santilli Nicoletta e poi di tanti altri benefattori, don Giovanni Russo rinuncia alla casa canonica, la ingrandisce e la trasforma in casa di riposo per anziani che viene inaugurata nel 1970 ed aperta, insieme al salone per i convegni parrocchiali, il 1 gennaio 1971 con la possibilita di accogliere venti anziane in camere ad uno e due letti.
          Per queste opere realizzate a Duronia non manca mai al parroco l'aiuto economico di tanti benefattori residenti ed emigrati ed egli puntualmente ne da sul bollettino parrocchiale un resoconto dettagliato.
          Nel 1976 si reca per la prima volta tra i Duroniesi del Canada e degli Stati Uniti e questi gli riservano un'accoglienza calda ed affettuosa. Si ripromette di recarsi anche in Argentina ed Australia, ma le sue future condizioni di salute non glielo consentiranno mai.
          Tra i suoi impegni in Diocesi ricordiamo l'insegnamento della religione dal 1951 al 1983 presso il Ginnasio e l'IPSIA di Frosolone e presso la Scuola Media Statale di Castropignano, nella sezione staccata di Duronia.
          Don Giovanni Russo ha ricoperto anche, durante il suo lungo e proficuo ministero sacerdotale, diversi incarichi ad uffici speciali per designazione del vescovo; e stato, infatti, incaricato per le scuole materne non statali esistenti in Diocesi di Trivento, censigliere nazionale per il Molise in seno alla F.I.S.M., delegato diocesano per i coltivatori diretti ed economo della Diocesi.
          Come ricenoscimento a questo suo impegno pastorale e culturale, il 3 luglio 1980 giunge l'onoreficenza di "Prelato d'onore di sua Santita" conferitagli da Papa Giovanni Paolo II con il titolo di Monsignore.
          Nonostante i molti impegni gia assunti, qualche anno che comincia a pesare ed il suo diabete che inizia a dargli problemi, accetta di curare anche la parrocchia di Molise ed il 1 settembre 1981 vi succede a don Alfenso Colaneri come Vicario Economo. In questo nuovo incarico si tuffa con volonta e dedizione, iniziando subito, tra l'altro, l'opera di ricostruzione del santuario della Madonna del Piano.
          Nonostante l'aiuto di tanti benefattori, don Giovanni ha qualche difficolta a mandare avanti le opere realizzate, allora prende una decisione clamorosa che dimostra tutta la sua dedizione al prossimo: vende la proprieta dei suoi genitori a Frosolone ed investe ii ricavato per completare alcuni lavori per la casa di riposo "Villa Serena".
          Gli anni ottanta e novanta risultano ancora molto laboriosi per lui, impegnato in due parrocchie ed alle prese con problemi di salute alquanto seri; gli riesce difficile, tra l'altro, anche per lo scarto generazionale, immedesimarsi nelle questioni culturali e politiche poste dalla nostra epoca anche nella realta duroniese; spesso le affronta a modo suo, con un atteggiamento che puo, apparire duro, istintivo ed un po, autoritario, ma sempre, crediamo, in perfetta buona fede, convinto di agire per ii bene comune e per l'affermazione dei valori cristiani.
          Quando nel 1994 il paese si divide in modo deciso sul piano politico, tenta la ricomposizione dei contrasti ed il superamento delle divergenze in nome dell'unita e della pace tra i cittadini; in quest'ottica inizia una collaborazione con il mensile molisano di informazione "La Vianova", fondato proprio a Duronia nel maggio del 1994 e su cui tiene una rubrica fissa, "La voce del parroco", che poi interrompe bruscamente dopo poco tempo.
          In quello stesso anno e costretto a ricoverarsi una prima volta al Gemelli di Roma per un intervento chirurgico a causa di calcoli alla cistifellea.
          Il 18 agosto 1995, con la presenza di sua eccellenza il vescovo, mons. Antonio Santucci, del sindaco di Duronia, di molti confratelli, delle suore missionarie francescane del sacro Cuore, dei parenti e di tutti i parrocchiani celebra il 50° di sacerdozio in una chiesa affollata per ringraziare il Signore di tanti anni di ministero proficuo.
          Gli ultimi quattro anni della sua esistenza sono segnati dalla sofferenza.
          Il diabete gli toglie quasi del tutto la vista, che poi recupe parzialmente con un delicatissimo intervento chirurgico; non si perde d'animo, pero, e continua la sua attivita pastorale a Duronia e Molise.
          Non riesce piu a guidare l'auto e deve affidarsi all'aiuto di alcuni Duroniesi disponibili che lo accompagnano al santuario di Madonna del Piano per celebrare Messa, a Campobasso per le pratiche amministrative o a Trivento per i rapporti con la Curia.
          Nel 1996 arriva provvidenziale l'aiuto di don Gino D'Ovidio, giovane sacerdote triventino, che accetta di collaborare con lui in parrocchia.
          Le condizioni di salute di don Giovanni si aggravano ed e allora che con sofferenza, ma con grande umilta chiede al vescovo di dare le dimissioni; dall'aprile del 1999 gli subentra don Gino, ma egli continua a lavorare, almeno all'interno della casa di riposo.
          Don Giovanni partecipa alle iniziative predisposte dal nuovo parroco ed ancora la sera prima di morire e presente nel salone parrocchiale per una visita del vescovo. Mentre si svolge un piccolo rinfresco, mons. Santucci gli chiede della sua salute e don Giovanni risponde: "Non mi sento per niente bene, Eccellenza". La mattina dopo, giovedi 15 aprile 1999, alle ore 11,30, lo stronca un infarto mentre si trova nel suo studio, dove inutilmente tentano di soccorrerlo don Gino e le suore.
          Nel pomeriggio del giorno successivo vengono celebrate le esequie dal vescovo, alla presenza della quasi totalita dei suoi confratelli e delle suore, accorse anche da Roma. La chiesa e gremita e si respira in ogni suo angolo una commozione profonda ed indicibile. Tutta la popolazione accompagna don Giovanni nell'ultimo viaggio a Frosolone, dove egli e sepolto nella cappella cimiterial di famiglia.

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