RELAZIONE DI CHUKNAGAR ALLĠASSEMBLEA SAVERIANA DI APRILE 2016

 Indicazioni per le Relazioni :

       A - Breve informazione generale introduttiva sulla tua attivita` per far sapere ai confratelli quello che stai facendo.

Su quanto ci viene chiesto al punto A, far˜ solo un piccolo accenno, dal momento che la realtˆ di Chuknagar e cio come nacque la missione e con quale intento penso sia nota a  tutti noi che abbiamo unĠesperienza pi o meno lunga di vita bengalese. LĠintento iniziale era quello della promozione umana attraverso lĠeducazione tra i Rishi-Dalit di Chuknagar e dintorni, dove cĠ una larga concentrazione di Ontoj(gli ultimi), che in tutta la zona sono identificati come Das (schiavi-servi). LĠintento iniziale dellĠapertura della missione  rimasto intatto, anzi nel corso degli anni ha trovato una formulazione sempre pi precisa ed ha ricevuto ulteriore incremento sia per il numero degli alunni dei 13 villaggi che frequentano il Tuition Program dalla IV alla X e che questĠanno si aggira intorno ai 700 sia per il numero degli insegnanti che sono 43. Questa attivitˆ mi coinvolge appassionatamente e ringiovanisce i miei 77 anni. Il modo con cui  portata avanti meriterebbe un capitolo a parte.

Parallela allĠattivitˆ di promozione umana, ma non in contrapposizione ad essa, cĠ la cura pastorale della piccola comunitˆ cristiana, che mi assorbe in maniera non indifferente. Come saprete, approdai a Chuknagar nel Febbraio del 2001, dietro espressa richiesta (ma senza formale appointment letter) dellĠallora superiore regionale p. Lorenzo Valoti, che mi chiedeva di iniziare il catecumenato con coloro che avevano chiesto di diventare cristiani. I quasi cinque anni trascorsi con p. Sergio, con la saltuaria presenza del dott. Gildo sono stati il periodo aureo dei miei 15 anni trascorsi a Chuknagar, in quanto il mio unico lavoro era quello di organizzarmi nella gestione dei vari gruppi che venivano per la Bible class e gestivo solo i soldi per il bazar. La comunitˆ cristiana conta attualmente 55 famiglie (recentemente due famiglie battiste del vicino villaggio di Maltia, dopo ripetute richieste, sono state ammesse nella Chiesa Cattolica), 180 battezzati e 50 catecumeni. CĠ da dire che essa assorbe molto del mio tempo, sia per la routine pastorale comune alla altre comunitˆ cristiane sia per la importanza che viene data alla catechesi che continua sia per i battezzati sia per i catecumeni, gli uni e gli altri organizzati in gruppi, seguiti da me, dal catechista e da altre due volontarie, che seguono i pi piccoli. Le catechesi sono settimanali.

       B - Attenendoti a quella che e` la tua attivita prettamente missionaria,

            sottolineane :    -     gli scopi    -     i metodi   -     i risultati, se ci sono  -     il coinvolgimento finanziario (fonti, canali, permessi ecc.).

Venendo al punto B, dove ci si chiede fra lĠaltro di illustrare gli scopi e i metodi dellĠattivitˆ prettamente missionaria, penso di averli illustrati in maniera sufficientemente chiara nel punto A, anche se quellĠavverbio ÒprettamenteÓ posto accanto ad attivitˆ missionaria mi fa arricciare un poĠ il naso. Guardando a Ges, al suo vivere in mezzo alla gente, al suo operare e alla sua parola, dove porremmo la distinzione per dire: ÒQuesto  prettamente missionario e questo non lo ?Ó La nostra presenza o  prettamente missionaria o missionaria non lo  affatto. Nei luoghi dove passiamo, se lasciamo un segno che richiami la gente a Ges, allora possiamo dire che il nostro passaggio  stato missionario e basta!

E i risultati? Sono qualcosa che si pu˜ misurare? Sul Calvario non sembrava tutto finito? Parlando della nostra gente, in altra occasione, forse quando ero ancora a Borodol, una volta ebbi a dire che gli scatti, se ci sono, avvengono una volta ogni 50 anni e 50 anni non sono ancora passati per la missione di Chuknagar. Avvolte accadono dei fatti che ti fanno tornare indietro di cento anni. Comunque, lo accennavo nella relazione dello scorso anno, il frutto pi appariscente della nostra presenza  il movimento di liberazione suscitato tra i Rishi, che, iniziato a Chuknagar, si  esteso un poĠ a macchia dĠolio e vede coinvolte, anche se non sempre motivate dagli stessi ideali , tante NGO, che cercano di portare avanti il medesimo discorso.

Parlando del Tuition Program, devo accennare ad uno smacco, che si  verificato nel corso dellĠanno e che mi ha fatto soffrire non poco. Si tratta di un personaggio della missione, noto, penso, alla maggioranza di voi. Si chiama Dilip Das, supervisor del T.P., che io incontrai la prima volta 15 anni fa, quando approdai a Chuknagar. Lo scorso mese di novembre mi ha imbrogliato macroscopicamente sul lavoro e cos“, dĠaccordo col superiore regionale, sono stato costretto a licenziarlo. Il lavoro  passato nelle mani del catechista, giˆ in precedenza coinvolto in questa attivitˆ e devo dire che adesso tutto procede meglio di prima.

Anche la comunitˆ cristiana ha subito uno smacco, che mi ha fatto dire: ÒMa allora a che cosa  servito il battesimo con le migliaia di ore trascorse a leggere, pregare e commentare la Parola di Dio?Ó CĠ da dire che a Chuknagar tra i due somaj(=comunitˆ), quello Hindu e quello Cristiano non cĠ una linea di demarcazione. Nella stessa famiglia o nello stesso gusti (= gruppo famigliare) possono vivere assieme hindu e cristiani e se tu dai una direttiva che fa appello alla doya (= misericordia) evangelica, devi aspettarti che nessuno ti ascolti. Cos“  accaduto lo scorso venerd“ 13 novembre quasi in concomitanza con lĠincrescioso episodio del Dilip. Per via di un pezzo di terreno contestato da anni da due gruppi, per il quale tante volte ci si era seduti per arrivare ad una mimangsha (= accordo),  scoppiato il finimondo. Avevo appena terminato la mia ora di Bible class, quando dalla strada di fronte mi giungono allĠorecchio strida e urla e agli occhi mi si presenta uno spettacolo raccapricciante: un correre, un rincorrersi e accapigliarsi. Erano soprattutto le donne, che sembravano le Erinni scatenate. Non avevo visto uno spettacolo del genere neppure a Borodol. Qualche ora dopo vengono da me rappresentanti dei due gruppi, che vogliono il bichar (= giudizio), perchŽ in tutti e due i gruppi ci sono esponenti cristiani. Cerco di calmarli dicendo che ci saremmo seduti il giorno dopo. La mia proposta sembra accettata dai due gruppi. Invece, appena fuori del compound della missione, la miccia si riaccende e questa volta scoppia in mezzo al bazar di Chuknagar, dove vengono coinvolti anche i musulmani. Epilogo della mischia: uno, sbattuto a terra, si trova con la gamba rotta e viene trasportato dĠurgenza a Khulna allĠAraisho bed (ospedale chiamato cos“ perchŽ ha 250 posti letto) e in concomitanza la parte lesa inizia il caso in corte. In questa atmosfera iniziamo lĠAvvento con la prospettiva di un Natale veramente insolito. Infatti cancelliamo tutte le manifestazioni esterne e celebriamo il Natale solo liturgicamente. Nel mese di gennaio, con lĠaiuto dei morol ( sono i capi-villaggio) della para (= villaggio), per evitare che dal caso si arrivasse ad un contro caso e quindi ad una situazione di perenne lotta e disagio nella para ci si  adoperati per togliere il caso. La parte lesa esigeva un lac (quasi mille euro) per i danni subiti. Alla fine si  arrivati ad un compromesso: i maggiori responsabili hanno pagato 30 mila take (= 300  euro) alla parte lesa. Il caso  stato tolto e la pace sembra ritornata. Se non altro abbiamo potuto celebrare serenamente la Pasqua.

Manca lĠaccenno al coinvolgimento finanziario. Dico subito che non ho nessun conto in banca e dipendo perci˜ in tutto e per tutto dalla Regione, a cui sottometto annualmente il budget annuale con relativo resoconto ogni 6 mesi. Il budget di questĠanno  di 22 lac ( sui 23 mila euro), di cui 18 vengono dalla Regione e gli altri 4 provengono dai contributi degli alunni del T. P., dai proventi del compound della missione dalle local donations. AllĠinizio di ogni anno scolastico presento alla Regione anche una richiesta per far fronte alle piccole strutture scolastiche che abbiamo nei villaggi e che richiedono manutenzione o riparazione. CĠ da dire che quando arrivai a Chuknagar, i dipendenti stipendiati dalla missione erano 5: la cuoca, il contadino con lĠaiutante, il guardiano notturno e il supervisor. Attualmente i dipendenti sono 3: il cuoco, il catechista che svolge anche il ruolo di supervisor e il contadino. Parlando di budget va sottolineato che quasi i ¾ di esso va per il T. P.

        C - Considerando il calo delle forze saveriane, come prevedi e stai costruendo il

       futuro della tua attivita` ?

-       Rischio di estinzione, lasciando tutto nelle mani di Dio ?

-       Possibile collaborazione con Laici (anche saveriani), Volontari ed N.G.Os ?

-       Collaborazione con i saveriani vicini o coinvolti in attivita` simile ?

-       Cessione ad Altri (Istituzioni ecclesiali e non, N.G.O. ecc.) ?

 

Venendo al punto C, come premessa, bisogna tenere presente che insieme al terreno di Chuknagar anche il terreno di Khampur, dove nel 2008 abbiamo costruita una scuola, che attualmente ospita 120 alunni, appartiene alla Diocesi e quindi queste due realtˆ meritano unĠattenzione diversa. Khampur, tra lĠaltro  un piccolo capitolo a parte della storia saveriana in Bangladesh ed  anche un esempio di come una realtˆ, iniziata da un padre, possa essere portata avanti, anche se in maniera un poĠ diversa, senza pericolo di estinzione e p. Lupi ha lasciato Khampur 30 anni or sono. Per le altre scuolette non ci sarebbe nessun trauma, perchŽ non sono costruite sul terreno della missione, ma su terreno concesso dalla gente per la gestione del T. P. Lo scorso Febbraio, secondo una tradizione iniziata dal sottoscritto, insieme al catechista ho fatto il giro dei 13 villaggi per lĠincontro di inizio dĠanno con i genitori dei ragazzi, a cui ho dato sempre molta importanza. In ogni villaggio, quando  arrivato il mio turno di parlare alla gente, che di solito ascolta con molta attenzione, ho esordito cos“: ÒGuardatemi in faccia, porto sulle spalle 77 anni, non cĠ in mezzo a voi uno vecchio come me. QuestĠanno son venuto e non so se lĠanno prossimo mi rivedrete e non pensate che unĠaltra faccia bianca possa venire al mio posto. Per˜ sono contento, perchŽ il sogno che  avevamo quando siamo venuti in mezzo a voi si  realizzato: i vostri occhi si sono aperti. Prima eravamo soltanto noi a parlare. NellĠincontro di oggi tanti di voi hanno parlato ed hanno detto cose molto meglio di quello che possa fare  io, che sono bideshi (=straniero). Sono convinto quindi che se noi non verremo pi in mezzo a voi, i vostri figli continueranno ad andare a scuola e nessuno potrˆ arrestare la vostra marcia di liberazione dalla schiavitÓ.

Nessun rischio di estinzione quindi, quello che  stato seminato continuerˆ a crescere anche quando noi saremo sotterra. Per quel che riguarda il Tuition Program, via noi ci sono tante NGO pronte a subentrare anche se le motivazioni sono diverse da quelle che hanno mosso ciascuno di noi. Senza dire che il mio catechista con lĠappoggio finanziario potrebbe portare avanti il progetto senza problemi. Nella relazione dellĠanno scorso, per quel che riguarda la comunitˆ cristiana, suggerivo di sganciarci dalla parrocchia di St. Joseph, che vive della problematica della cittˆ di Khulna e aggregarci a Satkhira, che  formata dallo stesso gruppo di gente con la medesima problematica. Ma nessun passo  stato fatto a riguardo, salvo qualche accenno saltuario al Vescovo.

Per quel che riguarda ipotetici Laici Saveriani, penso sia un discorso futuribile con poche fondamenta sul reale.

Chuknagar, 04.04,2016

p. Antonio Germano, Das fino alla fine ed anche oltre.



home
duronia

aberardo@gmail.com