Il teatro e la vita

Introduzione dell libro

Umberto Berardo

      Le due commedie pubblicate in questo volume sono state scritte
a scopo didattico per laboratori teatrali con alunni della scuola
media di Torella del Sannio (CB).
      Nell’ambiente di vita dei ragazzi non vi sono significative realtà
aggreganti esterne alla scuola, né associazioni sportive o per il
tempo libero capaci di impegnarli in attività culturali o ludiche in
grado di migliorare la vita relazionale e lo spirito di socializzazione.
      Per questo nell’anno scolastico 2000-2001 scrissi per i miei allievi
una commedia in due atti dal titolo “Scié maledétta la vecchiaia” allo
scopo di avviarli alla recitazione con la finalità di migliorarne la
capacità espressiva, i rapporti sociali, ma anche con l’intento di
dare loro un tempo libero utile e ricco di significato.
      Il copione era parte in lingua e parte in dialetto, ma quest’ultimo
era da me conosciuto più come espressione orale che scritta, per
cui la forma risultava alquanto approssimativa.
      Lo spettacolo realizzato a fine anno con pochi mezzi diede vita ad
un “teatro povero”, ma molto efficace sul piano educativo ed
estremamente apprezzato dalle comunità di Duronia (CB),
Molise (CB) e Torella del Sannio (CB).
      Questa esperienza mi ha spinto successivamente ad organizzare
un piano di lavoro più razionale ed articolato per proseguire una
tradizione che in passato aveva trovato consensi non solo tra gli
allievi, ma tra gli stessi genitori.
      Nell’anno scolastico 2002-2003, insieme ai colleghi di educazione
artistica, prof. Nicola Moffa, e di educazione musicale, prof.
Giuseppe Natarelli, decisi di programmare un’attività di laboratorio
teatrale con la messa in scena di una commedia in tre atti dal titolo
“Ze Necola”, rappresentata dagli alunni nel corso di un composito
spettacolo di fine anno.
      Spinto dal successo di tali esperienze, ho provveduto a studiare
le regole fondamentali della pronuncia, del lessico e delle strutture
del dialetto torellese, ho riscritto ed ampliato entrambe le commedie
ed oggi sono in grado di offrirle al pubblico più vasto dei lettori in una
forma sicuramente rispondente alla tradizione popolare dell’idioma locale.
      Come accennavo sopra, i due copioni sono scritti parte in lingua e
parte in dialetto nel rispetto del modo di esprimersi dei diversi personaggi.
      Le due commedie sono state messe in scena sotto la mia regia, con
il commento musicale del prof. Giuseppe Natarelli e le scenografie del
prof. Nicola Moffa; quest’ultimo ha curato anche le riprese ed il
montaggio filmato delle rappresentazioni che hanno consentito
all’Istituto Comprensivo di Castropignano di produrre un DVD che
permette la visione registrata delle due opere.
      Le finalità di questa pubblicazione sono molteplici.
      Mi auguro intanto che essa serva ad avvicinare sempre più il
pubblico al teatro, ma che possa essere di stimolo soprattutto
per diffondere tale genere letterario presso i ragazzi; ho anche
la speranza che i testi possano suscitare un serio dibattito culturale,
sociale e politico sui temi che le due commedie pongono all’attenzione
comune e che sono soprattutto quello dell’alcolismo e della vecchiaia;
sono sicuro, infine, che l’uso del dialetto contribuirà a rivitalizzare
questa lingua locale dalle grandi potenzialità comunicative ed
espressive.
      Per aiutare la lettura e comprensione dei testi dialettali, ne viene
proposta la traduzione italiana. Prezioso il lavoro del prof. Nicola
Moffa per ciò che riguarda le illustrazioni.
      Un grazie sentito al dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo
Statale di Castropignano, prof.ssa Angelica Tirone, per il sostegno
e l’entusiasmo con cui ha seguito il lavoro e per le splendide notazioni
didattiche scritte per questo volume.


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