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Il teatro e la vita Presentazione dell libro Angelica Tirone Dirigente dell’Istituto Comprensivo Statale di Castropignano (CB) Presentazione Il Teatro, in quanto forma interattiva di linguaggi diversi che vanno dal verbale al non verbale, dal mimico al gestuale, dal prossemico all’iconico, da sempre nella scuola è considerato prezioso strumento multidisciplinare ed interdisciplinare, utilizzato da tanti docenti come supporto per lo sviluppo formativo basato sull’attivazione dinamico-relazionale, emotiva, culturale ed interculturale dei propri alunni È in questa ottica che nasce il laboratorio teatrale, capace di favorire significative occasioni di socializzazione, di esplicitare gli aspetti emotivi e comunicativi utili per lo sviluppo globale della personalità, di diminuire le differenze esistenti tra allievi e di costituire un ottimo strumento per la crescita e l'educazione dei giovani. Nell’attuale realtà sociale caratterizzata da continui fenomeni di intolleranza, di razzismo, di violenza, conoscere e rappresentare il diverso come valore è fondamentale se veramente si vuole adottare un modello didattico multiculturale di valenza europea, il solo in grado di assicurare una reale integrazione nel rispetto della diversità culturale e linguistica. Fare teatro a scuola significa realizzare una concreta metodologia interdisciplinare che entra di diritto nell'area curricolare per diventare un apprendere che potenzia l’azione di tutte le discipline scolastiche, sviluppa il processo formativo mediante l’acquisizione di conoscenze e permette la maturazione individuale delle competenze. Attività teatrale significa anche abituare i ragazzi ad osservare ed ascoltare se stessi e gli altri e ciò che avviene intorno a loro. Significa aiutarli a superare incertezze e paure riducendo anche i conflitti interpersonali e, allo stesso tempo, fornire loro un valido motivo per potenziare e sviluppare la molteplicità interattiva delle competenze e delle abilità connesse con la comunicazione globale, ma anche con il pensiero. La valenza formativa del teatro costituita dalle parole, dalla mimica, dal gesto, dal ritmo, dalla danza, dal suono, dal canto e dalla stessa dimensione di spazio-tempo è particolarmente presente nel lavoro del professor Umberto Berardo Le due commedie “ Ze Necola” e “ Scié maledétta la vecchiaia” permettono, vieppiù, agli alunni di riappropriarsi di una importante caratteristica del territorio, il dialetto, e di riallacciare vivacemente un nesso che li riconduce alle origini. Il pregio delle due opere sta soprattutto nell’impostazione briosa degli argomenti che attraverso battute spiritose ed esilaranti rendono leggere tematiche di per sé serie; infatti le due commedie inducono i giovani a meditare su problemi prevalenti nel nostro tempo, quali la vecchiaia e l’alcolismo. I ragazzi sono motivati a riflettere su quanto di positivo può venire dagli anziani, maestri di sobria saggezza, che purtroppo nei piccoli centri urbani vanno sempre più aumentando in ragione inversa alla popolazione giovanile. L’altro problema, l’alcolismo, costituisce una vera e propria piaga in luoghi che non offrono molte possibilità di utile impiego del tempo. Sceneggiare le due opere risulterà senz’altro un valido progetto pedagogico-didattico interdisciplinare, poiché permetterà di portare in scena episodi e personaggi che rappresentano la cruda realtà della commedia umana. Il teatro e la vita (pagina iniziale) |