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Storie di vita Presentazione dell libro Umberto Berardo Signore e signori, quella di questa sera è la terza presentazione del mio libro “ Storie di vita”, dopo quelle molto partecipate di Torella del Sannio e di Campobasso. È superfluo parlarvi di una particolare emozione che mi prende per essere ancora di più tra la mia gente, quella stessa insieme a cui ho vissuto la maggior parte degli anni della mia vita e che poi è la protagonista assoluta del volume, costituita da persone cui sono legato profondamente. Duronia, come scrivo nell’introduzione, è un paese che amo e per il quale mi sforzo di spendere, a volte anche riuscendoci poco, tutte le energie di cui sono capace. Prima di iniziare il mio breve intervento, consentitemi di ricordare la figura di don Giovanni Russo, una delle figure forti del mio libro, ideatore della struttura dove siamo ospiti. Non credo si debba aggiungere molto agli ampi e ricchi interventi dei relatori che hanno accettato di presentare il mio libro e si sono espressi in merito con tanta generosità. Li ringrazio, naturalmente, per gli apprezzamenti così lusinghieri che un po’ mi confondono, ma servono sicuramente a liberarmi dall’ansia che mi ha accompagnato dal momento in cui ho concluso il lavoro fino a questa presentazione del volume. Prendo la parola principalmente per ringraziare voi tutti di una presenza così massiccia, che interpreto come un momento di interesse e di attenzione per questo mio lavoro che mi auguro rappresenti un’occasione importante per far crescere su questo territorio la riflessione e la cultura, che tanti a Duronia hanno cercato e si sforzano tuttora di arricchire con il loro lavoro intellettuale. Grazie davvero per essere così numerosi qui questa sera, soprattutto ai tanti amici che sono rientrati per l’occasione da Roma e da altre città. Consentitemi di esprimere la riconoscenza al parroco, don Gino d’Ovidio, al quale vorrei testimoniare il mio affetto per la sua enorme disponibilità alla collaborazione sia verso la buona riuscita della manifestazione di questa sera che per la diffusione del libro, alla quale egli sta lavorando alacremente. Grazie per la presenza a mons. Antonio Cerrone, vicario episcopale, al carissimo mons. Nicola D’Amico, a presidente dell’Unione dei Comuni “Medio Sannio”, Antonio Lombardi, ed a tutti i sindaci presenti. Un ringraziamento particolare alle suore missionarie francescane del sacro cuore per l’ospitalità e l’affetto dimostratomi in questi giorni ed alle tante amiche di Duronia che anche questa sera hanno voluto preparare un buffet per gl’intervenuti. Grazie a don Alberto Conti, ad Antonio Lombardi, a Franco Novelli ed a Leo Leone per i loro attestati di stima che non credo di meritare, ma che sicuramente mi hanno commosso. Il mio amico pittore Antonio Di Toro ha fatto un lavoro di illustrazione esemplare del libro ed a lui, che questa sera è assente per impegni di lavoro e che si scusa per questo con tutti voi, voglio esprimere tutta la mia stima come artista ed il plauso per aver accettato di lavorare come me per beneficenza. Gliel’ho potuto chiedere, conoscendo l’altruismo ed il profondo spirito di solidarietà che sono a fondamento della sua vita. Il mio amico fraterno Leo ha scritto, la leggerete, una preziosa presentazione al volume ed è stato il primo, insieme a don Alberto, che con gli apprezzamenti lusinghieri mi ha condotto alla pubblicazione. Gli sono veramente molto, ma molto grato. Un grazie all’editore Enzo Nocera il quale si è immedesimato nello spirito che ha ispirato il tutto e ci ha dato una grossa mano nella realizzazione del progetto. Grazie alla Caritas Diocesana di Trivento ed all’Unione dei Comuni Medio Sannio che per primi hanno voluto sponsorizzare questa mia fatica, ma grazie anche alla Regione Molise, alla Provincia di Campobasso ed a tutti i sindaci ed i parroci di questo territorio per l’ impegno che stanno già profondendo in favore della diffusione del libro, i cui proventi, come abbiamo precisato anche in retrocopertina, andranno alla Caritas Diocesana di Trivento per progetti di solidarietà e di sviluppo, di cui sarà dato ampio resoconto. Debbo esprimere ancora la mia gratitudine all’Istituto Comprensivo di Castropignano ed al suo dirigente scolastico, prof.ssa Angelica Tirone, per l’affetto con cui hanno seguito e stimolato questa mia iniziativa. Non farò più nomi per non dilungarmi, ma grazie, grazie, grazie davvero ancora a tutti. C’è una persona, tuttavia, che mi è stata particolarmente vicina in questi tre anni di lavoro con suggerimenti anche di natura critica e che mi ha molto aiutato nel lavoro di revisione delle bozze. È mia moglie Anna, cui devo sicuramente l’input verso la decisione della pubblicazione ed alla quale mi consentirete di esprimere pubblicamente, ma con discrezione, un forte pensiero di affetto. Mi fermo qui con i ringraziamenti e vi consegno queste mie “ Storie di vita” con una grande speranza nel cuore, che possiate cioè considerare questo libro un dono offerto alla riflessione comune sui temi della nostra esistenza passata e presente. Viviamo in un momento storico in cui la civiltà dell’immagine ci porta subdolamente ad essere consumatori e fruitori di messaggi che spesso non sono più umani e che comunque sentiamo sempre più lontani dal nostro modo di pensare e di esistere. Sono contento, di avere in sala alcuni dei personaggi del mio libro, da Guido ai genitori di Franco, anche se, lo capirete leggendo il volume, il protagonista assoluto dell’opera, come accennavo prima, è un’intera popolazione in cammino verso il riscatto dalla povertà, tutta protesa alla conquista della felicità, oltre che di un’esistenza libera e dignitosa. L’amico Franco Novelli diceva mercoledì a Campobasso che nel volume si intravede in qualche modo una mancata lotta di classe e dunque la ricerca, da parte del mondo contadino, di strade alternative per l’emancipazione sociale e la ricerca di una vita degna di questo nome. È ciò che realmente è avvenuto a Duronia ed in tutto il Mezzogiorno con il fenomeno dell’emigrazione che è uno degli eventi che racconto nel libro. Mancavano a Duronia, evidentemente, come in tutto il Sud le condizioni culturali, politiche e sindacali perché il popolo oppresso potesse organizzare la lotta del riscatto, ma quando lo stesso trova queste condizioni a Monongah, allora la partecipazione alle lotte operaie diventa incondizionata, come scrivo in uno dei miei racconti. Questo è uno dei temi fondamentali del mio volume, ma mi occupo anche dei problemi educativi, , del rapporto d’amore, della famiglia, della povertà, della malattia, dell’impegno politico, dell’alcolismo, del mondo degli anziani, del rapporto tra uomo e fede. Il mio lavoro ha una pretesa che mi auguro non vogliate considerare presuntuosa ed è quella di invitare a riflettere sui valori da porre a fondamento della nostra esistenza e di quella dei nostri figli; è per questo che apro il mio volume con un pensiero biblico tratto dal libro di Giobbe in cui il profeta manifesta l’esigenza che la sapienza e l’intelligenza tornino a governare la Terra. E di quanta sapienza ed intelligenza, amici miei, c’è bisogno in questo nostro tempo spesso pervaso da un pensiero che appare selvaggio e mina alle fondamenta l’amore e la pace tra gli uomini intorno a noi e nel mondo intero. Avrete notato come soprattutto il mio ultimo racconto è pervaso dal sogno che un lavoro sinergico su questo territorio riporti tutti noi alla necessità di tornare a programmare per la rinascita ed il progresso di quest’area, dove ci auguriamo si realizzi il bene comune. Non vogliono essere suggerimenti queste considerazioni che pervadono il mio libro, perché sono molto lontano come cristiano e come uomo da moralismi di facciata, ma, come dicevo, si tratta di spunti di riflessione per riportare al centro dell’attenzione figure che io considero di un’umanità autentica e spesso sconvolgente per l’insipidità esistenziale che molte volte prende il sopravvento nella nostra vita in tante circostanze. Quando leggi un libro e la sua prosa ti prende non vorresti mai chiuderlo per fare altro. È ciò che sinceramente, senza falsi pudori, mi auguro per questa mia fatica. La offro col cuore a voi tutti, ma particolarmente ai più giovani con la convinzione che possa aiutarli a ricostruire il quadro del passato, ma anche ad edificare un futuro ricco di profonda umanità. Sono passati solo pochi giorni dalla prima presentazione del volume a Torella del Sannio ed a Campobasso e devo dirvi che mi stanno già arrivando apprezzamenti lusinghieri e molto confortanti sia sulle fabule e sugli intrecci che sul linguaggio e sulla tecnica narrativa del volume. Vorrei citarvi testualmente tra tutti quello che mi ha scritto in una posta elettronica un mio carissimo amico sacerdote. “ Carissimo Umberto, mi scrive, nel libro ho trovato tutto il patrimonio della tua esperienza di vita di uomo libero e pronto ad affrontare i problemi della vita con forza ed ottimismo. I personaggi dell’opera, alcuni dei quali mi colpiscono profondamente, entrano nella mente e nel cuore, perché non appaiono maestri, ma testimoni reali di valori forti. Nel libro ti ho visto presente, oltre che nel modo coinvolgente di narrare, soprattutto nel privilegiare il racconto della vita degli umili e delle strade che portano alla liberazione da tutte le miserie. Il volume è per me uno stimolo a camminare sulle tracce di Cristo e dell’uomo”. Mercoledì sera a Campobasso erano presenti in sala diversi Duroniesi. Tra gli altri c’era il dott. Domenico Petracca, stimato primario ortopedico. Al termine della manifestazione si è avvicinato e mi ha detto testualmente: “ Lasciati abbracciare, Umberto, perché col tuo lavoro mi hai riportato alla memoria tantissimi episodi della storia duroniese, come quella terribile grandinata del 1956 che costrinse tantissime famiglie ad emigrare.” Ieri ho ricevuto una posta elettronica del carissimo padre Antonio Germano che si congratula con la mia iniziativa editoriale e mi incarica di porgere i suoi saluti a questa assemblea che lui sa riunita per oggi. È bello in questi primi giorni ricevere per telefono così tanti attestati di affetto. Se riuscirò a farvi ritrovare, con la sensibilità ed i sentimenti, a fianco dei protagonisti delle tante storie del mio libro e ve ne sentirete appagati nello spirito, sarò felice di avervi regalato dei momenti di gioia che vengono dalla lettura di pagine che ti prendono e ti portano in un godimento particolare. Con questa speranza vi ringrazio ancora, ricordando che il libro è in vendita in fondo alla sala. Seguirà ora un momento conviviale in cui potrete consumare un buffet che alcune gentilissime signore di Duronia hanno preparato per voi. Ricordo anche che questa sera alle ore 21,00 nella chiesa parrocchiale ci sarà un concerto del coro polifonico “Coram Populo” diretto dal bravissimo maestro Giuseppe Natarelli. Grazie ancora e buona serata. Umberto Storie di Vita (pagina iniziale) |