Prefazione

Anni or sono ebbi occassione di partecipare in Duronia ad un convegno organizzato dai giovani del locale Archeoclub, i quali disinteressatamente avevano eseguito, con ammirabile slancio ed impegno; i manuali lavori di scavo e di indagine archeologica sia sulla Civita che nell’agro del Comune di Duronia con buon successo.

Vivacissimo fu il dibattito da parte dei cultori dell’antico, intervenuti da molti comuni della provincia in ispecie circa in localizzazione degli insediamenti sanniti sull’attuale territorio, con particolare riguardo a Bovianum Vetus, Aquilonia e naturalmente anche alla Duronia sannita, citata da Livio negli Annali, e grande fu l’interesse del numeroso uditorio.

Furono proiettate alcune diapositive tratte dall'alto di un elicottero, dei ruderi delle fortificazioni, delle mura megalitiche della Civita ed anche della zona del Peschio, ove si notano tuttora, a distanza di oltre due millenni, evidenti tracce di mura, le cui pietre dovettero, essere sottratte nel trascorrere dei secoli per la costruzione del nuovo centro abitato, sul colle di S Tommaso e poi della Chiesa parrocchiale, del Palazzo del Barone ecc.

Mi rimasero, impresse le parole appassionate del Prof. Antonino Di Iorio di Pietrabbondante, fervente sostenitore della tesi del Mommsen, di Bovianum Vetus in Pietrabbondante e del Presidente del Archeoclub di Boiano che, a sua volta, si dichiaro invece convinto che la capitale del Sannio Pentro fosse l’attuale Boiano.

Gli argomenti trattati mi colpirono particolarmente, e tornato a Campobasso, libero oramai da altri impegni, presi per il mio diletto, ad approfondire le scarse conoscenze che avevo relative al Sannio, frequentando la Biblioteca provinciale di l’opera del Ciarlanti e le numerose pubblicazioni degli storici molisani che si erano interessati all’argomento, al fine di avere una visione completa circa la varie e molto spesso contrastanti ipotesi caldeggiate a riguardo della individuazione sul territorio odierno dei molti insediamenti del Sannio Pentro.

  Mi resi conto, cosi di quanto fosse veramente difficile il compito degli archeologi e degli storici nel districarsi, nel silenzio di Livio, circa la localizzazione sull’attuale territorio degli insediamenti sanniti, in argomenti cioe che si prestano a difformi interpretazioni.

Nell’agosto 1994, plaudendo all’iniziativa assunta da un gruppo di giovani nel dare vita a “La Via Nova”, periodico mensile locale, volentieri presi a collaborare con una serie di articoli sull vecchio Sannio e per oltre tre anni vennero pubblicate alcune mie note circa l’origine dei Sanniti, le notevoli difficolta incontrate nella altissinmo Molise, la loro organizzazione civile e militare, I loro usi e costumi, le interessantissime usanze matrimoniali, la lingua, la religione, k’economia e le mete conseguite dal giovane, ma inesperto popolo sannita, nel breve periodo che duro la vita della sua Nazione, dopo la calata, sotto la guida di un toro, nelle terre degli Osci.

Ebbi occasione, successivamente, col compianto amico Nicolino Scarano di assistere ad un convegno tunuto da Prov. Adriano La Regina su Montevairano. Rimasi tanto avvinto dalla maestria nella esposizione e dale sue parole suatenti, che mo convinsi dell’opportunita di continuare nei miei studi con maggiore lena.

Parlando poi con Nicolino del lavoro cui mi stavo applicando, egli mi invoglio ad estendere l’attenzione anche su Civitavecchia, erede probabile della sannita Duronia.

Presi cosi a frequentare anche l’Archevio di Stato di Campobasso ove rinvenni sul nostro paesello notizie interessantissime solo dal 1810 in poi. Le recherché mi tennero occupato per alcuni mesi, sopportato benevolmente dal personale della sala di lettura dell’Ufficio. Per i secoli precedenti purtroppo non rinvenni che pochissime notizie degne di rilievo.

Fortuna volle che tornato a Duronia nel periodo estivo, nel vano tentative di riordinare la vecchia bibliotgeca di mio Padre, rinvenissi alcuni documenti che costituivano il suo archevio personale, tra I quail un vecchio Manoscritto della fine del 1700 con notizie inedited dal 1600 in poi relative a Civitavecchia, una interessantissima Autobiografia di Nonno Giovanni, le vecchie Memorie storiche-leggendarie di due pretale di Civitavecchia e vescovile di Trivento, alcuni quaderni di appunti presi da statistici ricavati dai Registri Parrocchiali e tanti altri documenti da lui conservati gelosamente che, ritento, intendesse tradurre in una monografia su Civitavecchia; ma egli non fece in tempo per la sua morte premature.

Gioacchino Berardi



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