BUONA PASQUA 2010!
Cari amici e benefattori, Da tempo avevo in mente di farmi presente a voi con due righe di
saluto e di ringraziamento, ma non mi è stato possibile. Vicini ormai alla
Pasqua, ho deciso di prendere in mano la penna per farvi arrivare insieme agli
auguri il mio più vivo ringraziamento per tutto quello che fate per la mia
missione in Bangladesh. Sapete bene che lo scorso 14 settembre sono stato operato di protesi
all’anca sinistra. Due giorni dopo ricorreva il mio 70° compleanno. Rimesso a nuovo,
il 22 dicembre lasciavo l'Italia per il Bangladesh. A chi mi pregava di partire
dopo Natale, rispondevo con il noto proverbio: "Natale con i tuoi...!" La vigilia
di Natale, celebrando l'evento della nascita di Gesù con i miei cristiani, ho
riferito loro del proverbio. Dai loro occhi ho visto trasparire la gioia e mi
sono sentito subito a casa mia. L'ultima raccomandazione ricevuta dai medici in Italia è stata quella
di non adoperare la motocicletta. Devo confessare la mia disobbedienza. Infatti
ho ripreso a ripercorrere in moto le strade dei villaggi portandomi dietro i
miei 70 anni, che non mi pesano affatto. Il prossimo 25 aprile si compiranno
per me 33 anni di presenza in Bangladesh: l'entusiasmo è ancora quello della
prima ora! Rimane ancora l'ultimo sogno, che è quello di dare alla mia gente un
luogo idoneo per la preghiera ed una scuola degna di tale nome. Proprio nei giorni scorsi è venuto l'ingegnere con una squadra di
operai per sondare il terreno. Avuti in mano i risultati dell'analisi, si partirà
con la stima della costruzione e quindi si procederà con i lavori, che, spero,
cominceranno prima della stagione delle piogge. Il costo complessivo dell'opera
(chiesa e scuola) si aggirerà intorno ai 100 mila Euro. Il Signore ci è già
venuto incontro attraverso di voi e di tanti altri che rimangono
nell'anonimato. Per completare l'opera ci sarà bisogno di altri aiuti, che,
confidiamo, il Signore non ci farà mancare. Intanto ho una bella notizia da comunicarvi. Da quest'anno è stato
ufficialmente assegnato alla missione di Chuknagar P. Melecio, un giovane padre
messicano. Pensate che lui è nato proprio l'anno in cui io sono arrivato in
Bangladesh. Il suo compito sarà quello di seguire le scuolette disseminate nei
tredici villaggi della missione e questo è un grande sollievo per me, anche se
dovrò continuare a stargli vicino, perché è ancora fresco fresco di lingua
bengalese. Le varie attività della missione hanno ripreso il loro pieno
ritmo. Proprio domenica scorsa abbiamo inaugurato ufficialmente l'anno catechetico
alla presenza dell'autorità diocesana, assegnando ai vari gruppi il cammino da
percorrere, il giorno e l'ora dei loro incontri. Il catecumenato, che dura in
media dai 4 ai 6 anni, mi impegna molto in prima persona, perché seguo
individualmente i catecumeni. Se Dio vuole, in occasione della inaugurazione
della chiesa, un centinaio di loro riceveranno il battesimo. Nel frattempo, a livello di coscientizzazione, è in corso una
iniziativa, a cui noi intentiamo annettere molta importanza. Si tratta di una
mostra, che verrà allestita nella Shilpa Kala Accademy (Accademia delle Arti)
della capitale Dhaka e ci auguriamo perciò che possa avere una risonanza di
portata nazionale. La mostra è incentrata sui Rishi (Dalit, Horijon, Muci, Das,
ecc.) ed ha lo scopo di denunciare a livello nazionale la situazione dei
fuori-casta in Bangladesh. È una iniziativa questa senza precedenti che
abbiamo intrapreso con entusiasmo ed un pizzico di coraggio, rischiando anche
un pochettino per eventuali prevedibili reazioni. Ovviamente, noi Missionari
Saveriani lavoriamo un po' dietro le quinte. All'inizio di gennaio, su nostro
invito, è venuta dall'Italia una equipe di esperti, che aiutati dai nostri
fuori-casta, stanno raccogliendo tutto quel materiale che serve per mettere in
evidenza la situazione di emarginazione, segregazione e oppressione degli
Intoccabili. La mostra aprirà i battenti il 15 maggio e chiuderà alla fine di
maggio. Consideriamo questa iniziativa come il coronamento del processo di
coscientizzazione portato avanti per decenni da noi Missionari Saveriani del
Bangladesh e ci auguriamo che da questa mostra possa finalmente aprirsi una
fase nuova per i nostri fuori-casta, che permetta loro di sognare un futuro
diverso, un futuro, in cui possano essere riconosciuti come esseri umani. In
fondo questo è anche il sogno della Missione, perché è il sogno di Gesù, quale
appare nel cap. 4 del vangelo di Luca: "...Mi ha mandato per annunciare ai poveri
un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione... per mettere
in libertà gli oppressi..." E questo penso sia anche il senso della Pasqua,
verso cui siamo ci moviamo attraverso questo cammino quaresimale. Con questa grande gioia nel cuore, mentre ancora vi ringrazio, vi
auguro una Pasqua, che porti gioia a tutti voi e alle vostre famiglie. P. Antonio Germano Das,
S. X. Chuknagar, 6. 3. 10 home duronia email: aberardo@gmail.com |