Chuknogor, 27. 11. 05

Eccomi di nuovo. Ho preparato una piccola relazione per Don Alberto, Direttore della Caritas Diocesana di Trivento, che sta finanziando due progetti per i nostri fuori-casta. Ne mando copia anche a te e sentiti libera di utilizzarla. C'è anche una foto del nostro nuovo Vescovo Bijoy, in visita alla nostra missione di Chuknogor. Spero di sentirti ancora prima di Natale. Intanto, a te, ai tuoi genitori e parenti e a tutti i cari amici Duro-Canadesi i miei più cordiali saluti e auguri di Buon Natale. P. Antonio Germano.

Padre Antonio con il Vescovo Bijoy

 

Carissimo Don Alberto,
Mi scuso innanzitutto con te se arrivo solo adesso con queste poche righe di informazione circa l’andamento dei due progetti finanziati dalla Caritas Diocesana di Trivento. Penso, d’altronde, che, essendo ormai in pieno clima natalizio, questo sia il momento più opportuno per far giungere ai nostri benefattori il più vivo ringraziamento con l’augurio di un Natale, pieno di serenità e di pace.

Come ben sai, sono due i progetti che stanno andando avanti contemporaneamente. C’è innanzitutto il secondo stralcio del progetto ASHA, che prevede la costruzione di 15 casette per un ammontare complessivo di € 5.000. Come era stato notificato a suo tempo, questo secondo stralcio non aveva potuto aver luogo per il sopraggiungere della stagione delle piogge. Nel momento in cui scrivo, si è già proceduto a selezionare le 15 famiglie più bisognose, dislocate in diversi villaggi e sono già cominciati i lavori di costruzione delle casette. Al più presto, spero di poterti mandare anche una opportuna documentazione fotografica.

Il secondo progetto porta il titolo: “Progetto pilota volto a sradicare la mentalità di casta, che permea il tessuto socio-culturale di questa parte del mondo, in cui si svolge la nostra azione missionaria”. La realizzazione del progetto è cominciata lo scorso settembre e troverà compimento nel giro di un anno. Sento il bisogno di dire un grazie tutto particolare alla Caritas Diocesana di Trivento per un motivo molto specifico, che è il seguente: E’ relativamente facile ottenere dalle varie organizzazioni internazionali finanziamenti per la costruzione di case, scuole ed ospedali, ma non è altrettanto facile ottenere finanziamenti finalizzati alla coscientizzazione. Perciò siamo grati alla Caritas Diocesana di Trivento, che si è mostrata sensibile alla richiesta di finanziare questo tipo di progetto.
Il progetto in questione si svolge in un’aria, dove noi Missionari Saveriani siamo presenti da oltre 50 anni. Nella zona si trova la più larga concentrazione di fuori-casta di tutto il Bangladesh. Secondo un calcolo approssimativo essi sono circa 200 mila. Vengono designati con vari nomi, ma un nome in particolare li caratterizza con lo stigma dell’impurità e dell’intoccabilità, che li rende appunto fuori-casta. Si chiamano Muci ed il nome è legato al lavoro tipico della loro casta, che era quello di scuoiare carogne di mucche, capre, ecc., conciare le pelli e venderle. Vivevano e tanti vivono ancora di questi espedienti. Per noi occidentali questo è un lavoro come gli altri, ma non è così in questo contesto asiatico, in cui la divisione in casta e fuori-casta è come una struttura mentale che condiziona i comportamenti umani.
Tanti di loro si sono convertiti al Cristianesimo. Basti pensare che nella Diocesi di Khulna, dove noi siamo presenti, più della metà dei Cristiani sono di questa estrazione sociale. Fin dall’inizio, la nostra missione in Bangladesh è stata caratterizzata dalla scelta preferenziale per i Muci, ultimi fra gli ultimi. I nostri interventi sono avvenuti soprattutto a livello educativo con scuole e programmi di alfabetizzazione e formazione umana.
La novità del progetto finanziato dalla Caritas Diocesana di Trivento consiste nel fatto che i beneficiari sono i fuori-casta e a gestire il progetto sono quegli stessi giovani usciti dai nostri programmi educativi. Si tratta perciò di un progetto dei Rishi (questo è il nome con cui noi preferiamo designare la nostra gente) per i Rishi e gestito dai Rishi. Non siamo più noi a intervenire in prima persona, nel senso che siamo un po’ dietro le quinte. Sono, cioè, i Rishi stessi, che, presa coscienza della propria situazione, si danno da fare per liberare i propri fratelli da un giogo secolare di schiavitù.
A nome dunque di tutti i beneficiari dell’aiuto dato con generosità (€ 10.000) dalla Caritas Diocesana, voglio esprimere di nuovo la mia più profonda gratitudine e riconoscenza. Per me si compiono 29 anni di presenza missionaria in Bangladesh e sono contento di ricevere questa testimonianza di solidarietà dalla mia Diocesi di partenza, che è Trivento, nel cui Seminario trascorsi i primi 5 anni di formazione e dove ricevetti il germe della vocazione missionaria.

Buon Natale a tutti.

P. Antonio Germano, S. X.


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