Notizie di Ottobre 2014


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Asram, Santuario Regina del Rosario


Asram, una visione del Santuario


Asram, altra visione del Santuario

IL NOME DELL'ASRAM: JOPOMALA RANI TIRTHYA MONDIR


Carissimi amici,

Questa mattina, dopo un viaggio durato intorno alle 13 ore, sono approdato in questa oasi di pace, dove mi fermerò tutto il mese di ottobre. Il nome del'asram è: Jopomala Rany Tirthya Mondir e cioè: Santuario della Regina del Rosario. Si trova nell'estremo nord-ovest del Bangladesh alla periferia di Dinajpur, che è capoluogo di provincia e insieme sede di una delle diocesi più antiche del Bangladesh. L'evangelizzazione nella zona risale al diciassettesimo secolo e all'epoca Dinajpur apparteneva alla missione di Krishnagar del Bengala Orientale. I missionari del PIME vi arrivarono nel 1855 e Dinajpur fu costituita diocesi nel 1927. Primo vescovo fu Mons. Santino Taveggia, missionario del PIME, che ha anche delle attinenze con Duronia, in quanto P. Taveggia fu uno degli educatori del nostro amatissimo Don Alfredo Ricciuto. La maggior parte dei Cristiani di Dinajpur è di origine tribale: Santal, Garo, Urao, ecc. L'attuale vescovo è di origine tribale e si chiama Mons. Sebastian Tudu.

Note di viaggio. Dopo diversi anni ho fatto di nuovo un viaggio in treno qui in Bangladesh. Avevo prenotato un posto in cuccetta con ora di partenza alle nove di sera. Il costo del biglietto è di 725 Take, l'equivalente di 7 Euro e cioè 3 giorni di paga di un operaio. E' stata un'impresa entrare in cabina. In questo inizio di ottobre c'è la coincidenza della Durga Puja e cioè della festa più importante degli Hindu e dell'Eid-Ul-Ajha dei Musulmani, che ricordano il sacrificio di Isacco, che per loro è Ismaele. Una massa enorme di gente che si muove: una cosa impossibile a credersi se non la si vede. Per raggiungere il mio posto in treno non sapevo dove mettere i piedi. Ho respirato quando ho raggiunto la cabina: 4 posti a dormire ed io unico passeggero. Qui per me è iniziata un'altra angoscia: vedere gente che, sistemata in quel modo, avrebbe viaggiato tutta la notte ed io, da solo, in quello spazio che mi riconduceva finalmente ad uno spazio umano. Mi piangeva il cuore. Avrei voluto aprire la porta e fare entrare quelli che erano assiepati nel corridoio promiscuamente: uomini, donne e bambini. Cosa sarebbe successo? Una fiumana si sarebbe riversata dentro trasformando la cuccetta in una bolgia, senza dire che le guardie di scorta al treno non avrebbero permesso il mio gesto o lo avrebbero permesso a chi era in grado di dare loro una mancia, che qui si chiama ghush. Mi sono così rassegnato a viaggiare nella mia posizione di privilegiato. Dette le mie preghiere della sera, mi sono sdraiato nella mia cuccetta, ovviamente senza lenzuola e senza cuscino e con animaletti che circolavano intorno. Completava il resto il rumore delle rotaie btpom-btpom che mi rimbalzava nel cervello. Ad ogni modo sono riuscito a regalarmi qualche ora di sonno. Il problema è che per quelli come me, 75 anni compiuti, la notte ci sono necessitò impellenti. Mi sono alzato la prima volta ed ho aperto la porta. Vedere quella fiumana di gente sdraiata e accatastata nel corridoio mi ha tolto il coraggio e sono ritornato sui miei passi. Però l'urgenza è urgenza e così mi sono alzato di nuovo e questa volta son partito deciso. La guardia di turno mi ha scortato verso la toilette, anch'essa assiepata all'inverosimile. Alle 8 di questa mattina ho potuto così terminare il mio viaggio in treno. Alla stazione di Saidpur scendo e prendo un riksho, che mi porta alla stazione delle corriere. Salgo sul pulman, assiepatissimo, che in due ore mi porterò a Dinajpur.

Ad attendermi c'è un saveriano, p. Gianvito Nitti di Castellana di Bari, che da qualche anno si trova a Dinajpur per offrire un servizio pastorale a questa diocesi. P. Gianvito era stato con me l'ultimo periodo che io avevo trascorso nella missione di Borodol, vale a dire 24-25 anni fa. Dopo i convenevoli, lui mi accompagna all'asram, da cui sto scrivendo queste poche righe per voi, cari amici, che mi accompagnerete durante questo mese con la vostra preghiera. Cosa farò? Ripercorrerò i miei 50 anni di vita come missionario, tenendo lo sguardo al futuro in prospettiva escatologica: Maranatah! Vieni, Signore Gesù! Con un grande abbraccio , vi saluto tutti oggi 1 ottobre 2014, festa di S. Teresa, Padrona delle Missioni.

p. Antonio Germano Das,sx.