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Cammino in seminario Leonardo Sacco Parlare di vocazione in questi tempi, in cui Dio sembra dimenticato da tutti, ci fa un po’ paura, senza calcolare che noi tutti siamo chiamati da Dio stesso a svolgere un compito all’interno della nostra società umana. Importante infatti, capire ciò che Dio ci chiama a fare all’interno della società, in quanto il nostro operare, qualsiasi esso sia, deve far si che edifichi il mondo e la società in cui viviamo. Questo significa che non importa ciò che facciamo, ma per chi e per quale scopo lo facciamo. Qualsiasi cosa Dio ci chiama a compiere ci chiama a farlo con amore, perché il frutto del nostro lavoro è il benessere degli altri e di noi stessi. Di vocazioni sacerdotali purtroppo se ne sente parlare sempre poco, ma importante invece capire che ruolo ha il sacerdote nella moderna società. Siamo entrati ormai in un meccanismo in cui l’uomo sente se stesso al di sopra di ogni cosa, pronto a sconfiggere ogni male e a risolvere ogni tipo di problema, siamo pronti a decidere di manipolare la nostra stessa vita umana pur di ricavarne un bene a discapito di tutto il resto! Facendo così però, perdiamo il senso sacro della vita, ed il valore maggiormente sacro e supremo di Dio. Il sacerdote, come dice la parola stessa, è colui che “da il sacro”, questo è il compito del sacerdote amministrare un bene che non viene da mani d’uomo, ma da Dio stesso. È un compito duro e faticoso, ed è appunto per questo che Dio chiama fra gli uomini qualcuno che, tramite il suo aiuto, sia all’altezza di questo compito. La mia vocazione è nata da bambino, non saprei spiegare razionalmente come, ma certamente ha avuto un grande peso la mia prima comunione. Sento di aver ricevuto quel seme che ora Dio sta coltivando dentro di me. La via verso il sacerdozio non è una via facile, ma questo non significa affatto che non è percorribile! Bisogna innanzitutto accettare le prove che Dio ti manda e resistere alle tentazioni del demonio, che non smettono mai. Ma la sequela di cristo non è solo sofferenza e privazioni come facilmente Si può pensare, Dio per ogni rinuncia è pronto a darti molto di più di quanto Noi stessi possiamo aspettarci. «Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle,o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna» (Mt 19, 29). Le parole del vangelo sono chiare e vere! È proprio così, la ricompensa che Dio ti da è superiore alle nostre aspettative, è ovvio che non può essere presa nel senso letterale, ma la felicità e la grazia che arriva dopo aver scelto la strada che lui ti ha preparato, è indescrivibile a parole umane. Ora mi trovo a seguire Cristo, perché è con lui e in lui che tutto ha senso, le gioie come i dolori, non potrebbero essere comprese se non alla luce di Cristo e della sua risurrezione. Questa deve essere la gioia del cristiano: portare nelle proprie case, nel mondo del lavoro e in tutta la società, la gioia che Gesù, con la sua sofferenza, ci ha donato un qualcosa di grande che non deve essere nascosto ma và manifestato a tutti con la nostra vita. La vita in seminario non è una vita “da collegio” come spesso si pensa, è un Luogo dove si vive nella quotidianità e nella normalità, la realtà della vita comunitaria dello studio e della preghiera. Il tempo che si trascorre in seminario è essenzialmente un tempo di grazia, ovvero un tempo che dovrebbe permettere l’edificazione di un rapporto personale con Dio in modo intimo, questo non per diventare santi, ma per capire ciò che Lui vuole veramente da te. Il seminario non è affatto una fabbrica di preti, ma un luogo dove Dio tramite i suoi doni, ti fa comprendere giorno per giorno la sua volontà, che non necessariamente deve essere quella della vita sacerdotale. Concludendo desidero innanzitutto salutare tutta la comunità di Duronia e i Duroniesi sparsi nel mondo, i sacerdoti originari di Duronia che si trovano in giro per l’Italia e nei luoghi di missione, e prego il Signore che benedica e custodisca sempre questa piccola realtà, a cui sono legato. |