Padre Antonio

Khampur - Agosto 2007



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Un po' di didascalia per le foto:

1. Tala-Khampur: la casa P. Lupi trascorse 5 anni con una comunità di studenti.
2. Tala-Khampur: il cortile della missione invaso dalle acque.
3. Tala-Khampur: nel cortile della missione.
4. Tala-Khampur: l'entrata della missione.
5. Tala-Khampur: circondato dai ragazzi della scuola, in visita al villaggio.
6. Tala-Khampur: sullo sfondo appare la chiesetta di una denominazione protestante.
7. Tala-Khampur: una casa semisommersa.
8. Tala-Khampur: la situazione della maggior parte delle abitazioni.
9. Tala-Khampur: scene di desolazione.



FERRAGOSTO IN BANGLADESH

Sembrava che l’alluvione volesse risparmiare la nostra zona quest’anno. Notizie sempre più allarmanti arrivavano dal Nord Est del Paese, dove la situazione diventava di giorno in giorno più catastrofica, come appariva anche sulle agenzie internazionali di stampa.

Invece proprio nei giorni di Ferragosto anche da noi la situazione precipitava. Le acque del Kopotokko, infatti, uscite dall’alveo, hanno invaso i numerosi villaggi dislocati lungo il bacino di questo fiume capriccioso. I capricci, in realtà, non li fa il fiume, ma sono provocati, in gran parte, dall’incuria dell’’uomo. Il letto del Kopotokko, infatti, è seminterrato, e, quando c’è sovrabbondanza di precipitazioni, come è avvenuto nei giorni scorsi, il fiume non riesce a smaltirle ed il risultato sono le ricorrenti e devastanti inondazioni.

La situazione del Kopotokko rispecchia quella delle miriadi di fiumi del Bangladesh, tutti, più o meno, tributari del Gange e del Brahmaputra, che entrano in Bangladesh coi nomi, rispettivamente, di Padma(leggi: Podda) e Jamuna (leggi: Giomuna) e, incontrandosi, formano il grande Meghna. Il corso dei fiumi varia continuamente. Data la scarsa pendenza del suolo, sul loro percorso si formano grandi banchi di sabbia che ostacolano il cammino del fiume, che poi si trova la strada dove e come può. Per ovviare alle ricorrenti alluvioni, bisognerebbe dragare sistematicamente i fiumi assicurandone l’alveo entro robusti argini. Ma chi è in grado di portare avanti tale impresa? Non certo il Bangladesh, sempre nella morsa dei suoi mille problemi. Solo un intervento mirato della comunità internazionale potrebbe dar vita ad un piano organico di sistemazione idrografica del bacino del Bengala (India-Bangladesh).

Ma torniamo al Kopotokko, che, uscendo a Tala-Khampur, ha invaso tutto il territorio circostante. Il villaggio si trova a 15 Km a Sud-Ovest di Chuknogor. Ai vecchi amici della missione del Bangladesh, questo nome non è nuovo. Agli inizi degli anni 1980, infatti, P. Pierluigi Lupi venne a stabilirsi a Khampur, nella Rishi-Para(=villaggio dei fuori-casta), dando vita ad tipo presenza un po’ di avanguardia. La casa dove abitò per 5 anni è ancora quella: una struttura semplice in perfetta sintonia con le case della gente; mura in terra battuta con tetto di lamiera; nel cortile antistante la casa c’è una pompa per l’acqua. P. Lupi diede qui vita ad una piccola comunità di studenti, alepoca, tutti fuori-casta Hindu, che condivisero con lui lo stile di vita semplice, immerso nella quotidianità della gente. A Khampur c’è la più larga concentrazione di fuori-casta della zona: 400 famiglie. Tra gli studenti che condivisero con P. Lupi gli anni di Khampur, voglio ricordare Shopon Dash, attuale direttore del Dalit (una NGO, sorta per i Rishi e con i Rishi ); Binoy Dash, medico del St. Paul’s Hospital e Topon Dash, che esercita la carriera di avvocato nella capitale Dhaka.

x Partito P. Lupi per altre destinazioni, nessuno ha preso più il suo posto. In quella che fu la sua abitazione vivono attualmente 4 dei nostri maestri, che nella stessa casa mandano avanti il Tuition Program e cioè il programma di assistenza agli studenti fuori-casta, in atto anche in altri villaggi.

Sono entrato a Khampur ed ho fatto il giro del villaggio, l’acqua fino alla cintola; più oltre non ho avuto il coraggio di andare. Non è certo una delizia aggirarsi in quelle acque di cui si sente e si tocca il fetore. I servizi igienici, che non sono in muratura, sono esplosi per primi riversando tutto il materiale di rigurgito. Per chi va e si ferma per un giorno, è una cosa che si può narrare, come fa il sottoscritto, non cosė per chi è costretto a vivere in una situazione che si protrarrà per mesi, perché l’acqua entrata non ha nessuno sbocco di uscita trovandosi il letto del fiume si ad un livello più alto.

Tornato a Chuknogor ho informato il mio superiore regionale P. Lorenzo Valoti, che, a nome dei Missionari Saveriani, ha messo subito a disposizione € 2000. Così; siamo partiti subito, selezionando 300 fra le famiglie più; bisognose e distribuendo generi di prima necessità: riso, lenticchie, vestiti, medicinali.

Ecco tutto per adesso. Veramente ci sarebbe da aggiungere qualcosa sulla situazione politica, che è molto particolare, ma bisogna stare attenti, perché si potrebbe essere censurati. Speriamo in tempi migliori per il Bangladesh e per tutti.

Domenica, 26 agosto 2007.
P. Antonio Germano Dash, S.X.


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