Duronia, Dicembre 2000


UN GRAZIE, UN SALUTO E AUGURI A TUTTI PRIMA DI RIPARTIRE PER IL BANGLADESH.


Carissimi,
          a conclusione del mio anno sabbatico, il 19 dicembre riparto per il Bangladesh. Dopo tre mesi e mezzo trascorsi a Manila, nelle Filippine, per un corso di aggiornamento, di cui a suo tempo parlai sulle pagine de “la vianova”, volai negli Stati Uniti, dove, ospite di mio cugino Antonio Morsella, mi fermai per due mesi e mezzo e da dove feci anche un salto in Canada per una visita lampo ai nostri compaesani. Ritornavo negli Stati Uniti dopo circa 25 anni: avevo lasciato i nipoti piccoli, li ritrovavo già sposati. La maggior parte dei miei cugini primi, sia da parte di mio padre (Germano) sia da parte di mia madre (Morsella), vive negli Stati Uniti ed è stata per me una grande gioia poterli rivedere e riabbracciare. Approfitto di questa circostanza per ringraziarli e salutarli tutti. Un grazie particolare ad Antonio e Sabina, che mi hanno ospitato quasi ininterrottamente per tutto il tempo, offrendomi la possibilità di incontrare quasi tutti i compaesani.
          Emozionante è stata la visita nell’Ohio a mia zia Addolorata, che mi ha accolto come un figlio e non mi voleva lasciare ripartire. Penso, poi, di non fare torto a nessuno, se, fra i tanti compaesani incontrati, faccia qui menzione di uno in particolare, che mi ospitò per due giorni nella sua estesa tenuta di campagna. Si tratta ovviamente del carissimo amico e coetaneo Giovanni Berardo, che lo scorso Novembre è prematuramente scomparso, lasciando nello sconforto madre, moglie, figlie, sorelle e tutti quelli che l’hanno conosciuto e avuto modo di apprezzare la sua laboriosità, onestà e bontà d’animo. Mentre esprimo le mie più vive condoglianze a tutti i suoi congiunti, da queste pagine assicuro loro anche il mio ricordo nella preghiera.
          Anche la brevissima visita in Canada è stata ricca di emozioni. La calorosa accoglienza e la simpatia dimostratami sono andate al di là delle mie aspettative e di quello che meritavo. Veramente la mia visita voleva essere soprattutto un atto di omaggio a tutti i nostri emigranti sia degli Stati Uniti sia del Canada, che sono i veri eroi di Duronia, perché tengono alta la fiaccola dei valori umani, civili e religiosi e conservano intatta quella eredità culturale ricevuta dai nostri padri nel contesto di una terra , che, per forzate circostanze, è diventata la loro seconda patria. Quindi sia a voi, amici del Canada sia a voi, amici degli Stati Uniti, voglio esprimere tutta la mia ammirazione e gratitudine e invocare su di voi la benedizione e la protezione del Signore. Porto con me anche le vostre offerte per la mia missione e vi assicuro che saranno destinate e spese per quei poveri, in mezzo ai quali spenderò il resto della mia vita.
          Ho trascorso poi il mese di Agosto interamente a Duronia: un tuffo salutare nell’aria salubre e incontaminata della nostra terra, ripercorrendo i sentieri, per i quali da ragazzo conducevo al pascolo il mio piccolo gregge e avendo come meta fissa il colle di S. Tommaso per il mio incontro giornaliero con Dio nella preghiera. Ho avuto la gioia di partecipare insieme agli altri 150 camminatori entusiasti ai quattro giorni di “cammina, Molise!”, una iniziativa che sta diventando sempre più un movimento di massa, valicando i ristretti orizzonti dei nostri paesi e proponendosi come manifestazione a carattere nazionale. Il fatto che tutto sia partito da Duronia è un motivo di orgoglio ed anche un segno di speranza per una sorte diversa del nostro paese. Ho completato il mio soggiorno a Duronia, partecipando al pellegrinaggio giubilare al Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso, percorrendo a piedi insieme agli altri pellegrini tutto il tragitto.
          Un grazie cordiale rivolgo poi al nostro amatissimo Parroco, Don Gino, che mi ha accolto fraternamente dandomi tanto spazio e offrendomi l'opportunità di incontrare la nostra gente sia in chiesa sia fuori chiesa. Spero e prego che tutti noi sappiamo apprezzare il dono di questo giovane sacerdote, colto, dinamico, pieno di zelo e di entusiasmo col dare la nostra piena collaborazione, senza riserve. Sarebbe davvero una grave sventura per la nostra comunità parrocchiale se ci lasciassimo sfuggire dalle mani questo filo che il Signore ci tende per risollevarci e correre verso un futuro più costruttivo e sereno.
          Ringrazio tutti voi, amici Duroniesi, per la simpatia che mi avete sempre dimostrato e voglio riassicurare anche voi che le vostre offerte non saranno defraudate: non le adopererò per me, ma, come sempre, per i poveri del Bangladesh.
          Per concludere questa carrellata di ricordi, vi dirò che dal mese di Settembre mi trovo qui a Tavernerio, in provincia di Como, dove i Missionari Saveriani hanno una loro casa e dove ogni anno viene organizzato un corso di tre mesi per quei missionari che hanno trascorso un lungo periodo in terra di missione. Così in compagnia di una trentina di confratelli provenienti un po’ da tutte le parti del mondo ci siamo confrontati a lungo con la Parola di Dio alla luce delle nuove sfide che vengono poste alla missione dalla complessa realtà dei nostri tempi. Non è mancato lo scambio di esperienze accumulate da ciascuno di noi nei lunghi anni di missione.
          Così ora, sulla soglia ormai della mia terza età, posso ripartire per andare a ricominciare daccapo. Le forze, certo, non sono più quelle di una volta, ma la gioia e l’entusiasmo sono quelli di sempre. Con tutta umiltà ripeto con S.Paolo che l’opera di Dio si manifesta attraverso la mia debolezza: “quando sono debole, è allora che sono forte” e questo è il paradosso cristiano, che scaturisce dal mistero della Croce di Cristo. Proprio mentre mi congedo da voi con questo saluto, mi è caro rinnovare dinanzi a voi la mia professione di fede in Dio, Padre di misericordia, che in Gesù Cristo mi ha scelto e “mi ha inviato ad annunziare ai poveri il vangelo di salvezza, proclamare ai prigionieri la liberazione…rimettere in libertà gli oppressi” (Lc.4,18). Fedele a questo voto, che ha costituito l’orientamento di tutta la mia vita, libera la mente e libero il cuore, ritorno tra i miei fuori-casta, poveri, ma amati da Dio, ai quali consacro il resto dei miei anni e in mezzo ai quali intendo anche essere sepolto nella nuda terra, avvolto, come loro, solo da un lenzuolo bianco.
          A voi tutti il ricordo nella mia preghiera con l’augurio che il Signore sia per ciascuno di voi sorgente di gioia e di speranza.

Buon Natale!
P. Antonio Germano s.x.


Il mio indirizzo per chi voglia mettersi in corrispondenza con me:
Fr. Antonio Germano
P. O. Box 59
BOYRA – KHULNA 9100
BANGLADESH


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