Padre Antonio Germano
Padre Antonio Germano

Chucknagor, Bangladesh

Raccolta di fondi per la
Costruzione di una Chiesa


Padre Antonio Germano

          Sono missionario in Bangladesh da 32 anni. Ringrazio il Signore per il bene che si è degnato di operare attraverso di me e invoco la sua misericordia per i miei tanti limiti che hanno impedito alla sua grazia di operare pienamente. Ormai, alle soglie della terza età, pensieri di eternità si affacciano sempre più frequenti alla mia mente: vivere intensamente il presente diventa in me gioiosa attesa per l'incontro con Dio.
Ripercorro velocemente gli anni della missione, per tentare un bilancio e mettermi in atteggiamento di ascolto, per dare una risposta di fede al momento che sto vivendo. Trovo in questa avventura di fede una costante che lega insieme tutti gli avvenimenti: l'entusiasmo per la missione, che si presenta sempre con nuovi risvolti e nuove sfide ed esige quindi da me una continua novità di vita.
          Il terreno della mia missione è stato quello degli ultimi, degli esclusi e, in particolare, coloro che - con termine legato alla tradizione millenaria di tutto il continente indiano - sono chiamati muci, per il mestiere dei loro antenati: quello di scuoiare carogne di animali (mucche, capre ed altro), ricavando magari anche un buon boccone dalle carni in via di putrefazione, conciarne le pelli e poi venderle a coloro che, senza sporcarsi le mani, ne ricavavano lauti guadagni. Questo mestiere, insieme ad altri, era ed è considerato ancora un affare impuro e imprime un marchio indelebile in chi lo esercita e nella progenie.
          Tra gli impuri ho vissuto 28 anni. Amandoli, mi sono purificato.

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