F e d e

di Don Aflredo Ricciuto


. . . . . . . . . . . . . . . fidente
celasti la semente
nella terra, e distrutta
parve: ma tu attendevi
ed esultasti ai brevi
steli erbosi, che un muto
ma fervido saluto
volsero al sole. A chi
amico, da quel di
affidasti la cura
della messe futura?
Oh, certo, a Dio.
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La tua voce, o mio Dio, nei suoni e
ne' silenzi; il tuo aspetto nel tutto:
dal grano della limitata terra, all'amato
dell'etere infinito;
Ma chi ode e chi vede?
Io ti avverto, come il cieco e il sordo con
sensi impropri avvertono luce e suoni.-
Ma io non voglio sentirti confusamente e
attraverso soltanto il congegno infedele
dei sensi.-
L'anima vuole che in lei chiaro scenda
Il tuo verbo e lucida la tua visione.-
E se questo involucro di carne impedimento
a tal lume, allora, o Signore,
Squarcialo col fulmine dell'amor tuo,
Che nell'anima imprigionata irrompa
la tua luce................
e cosi sia.-


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