In Ricordo Di

Antonio Berardo

1919 - 1999

Antonio Berardo con la mia famiglia in Montreal
Montreal
Una partita di bocce a casa mia
Mio padre Ferruccio Berardo, mio cognato Nunzio Fazioli,
mia madre Maria D'Amico, Zio Antonio e mia sorella Cecilia.


Il mio zio e venuto per una visita a Montreal un paio di anni fa con il suo genero Fabio. Abbiamo passato due settimane piene di gioia, molte risate e come dice il suo cugino Pietro, baldoria e musica. Le due settimane hanno passato troppo svelto. I nostri figli che l'hanno conosciuto per la prima volta non se lo dimenticheranno mai. Con molto affetto tutti noi in famiglia mandiamo le nostre condoglianze a la sua famiglia e i suoi amici.


Quando si Perde un'Amico

di Berardo Pietro
"la vianova" Nov/Dic/98


Quando si perde un amico, certo è un grande dolore, e in qualche modo ci cambia anche le nostre abitudini, perché quello che si faceva con lui ora non si fa più. Purtroppo Duronia, il 13 settembre, ha perso un amico, Antonio Berardo.

Era sempre disponibile, ed era pronto a portarti dove si poteva fare baldoria ed amava la musica più di se stesso.

Io che scrivo queste righe sono suo cugino Pietro e dico che se Duronia ha perso un amico io e i miei parenti abbiamo perso un fratello per l'attaccamento che aveva nei nostri confronti.

I funerali sono stati cosi commoventi. Quella partecipazione di massa accompagnata dalla banda musicale e, in testa al corteo, il suo gruppetto di amici che innalzavano la Bandiera dei Combattenti.

Tutto questo lo meritava proprio, perche per lui, la guerra è durata una vita, infatti è stato prigioniero per sette anni e noi lo davamo per disperso. Quando è tornato venne direttamente a casa nostra, nella borgata Valloni dove lui era nato, portava un sacco addosso che pesava oltre quaranta chili e dentro a quella sacca c'erano tutte quelle cose che da noi se ne sentiva parlare come, sigarette, caffè, cioccolata, scarpe e vestiario. Mio padre lo fece prima rifocillare perché era stressato e affamato, e poi mandammo a chiamare sua madre e suo padre; al primo impatto zia Rosina fu colta da malore per la gioia di rivedere suo figlio, che ormai non si aspettave più. In quell'occasione fece festa tutta la contrada.

Il destino lo ha salvato da sette anni di pericoli di guerra ma non lo ha salvato da quel male atroce che ce lo ha portato via.

Un ultimo affettuoso saluto.

[In Ricordo Di]

Duronia
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