RICHIESTA di aiuto per i SINISTRATI del CICLONE ‘AILA’

Bangladesh
maggio, 2009




Egregio Direttore della Caritas Diocesana di Como,

Pace e bene e saluti dal Bangladesh ancora una volta colpito da una ennesima calamita’ naturale che in Italia deve essere passato completamente inosservato dai mezzi di comunicazione sociale.

Ho saputo infatti che ne’ televisione ne’ giornali hanno detto niente di niente sul ciclone ‘Aila’ ( cosi’ e’ stato chiamato ….non ho ancora scoperto la ragione di questo nome ) che il 25 di Maggio 2009 ha colpito per lo piu’ la zona Sud Ovest del Bangladesh dove sei anni fa , sempre con l’aiuto della Caritas Diocesana di Como e della compianta Luigina Barella, i Missionari Saveriani aprirono una piccola Missione tra un gruppo di tribali dimenticati e dal Governo del Bangladesh e dalla societa’ Bangladeshi… ma non certo dimenticati da Dio…!

Questa parte di Bangladesh fa parte della Baia del Bengala, il braccio Nord dell’Oceano Indiano che copre un’area di circa 500 chilometri ed e’ considerata la figlia ribelle dell’Oceano la cui rabbia e furia si scatena contro la popolazione che vive in queste zone distruggendo migliaia di vite umane specialmente nei mesi di Maggio e Ottobre.

Questa zona costiera del Bangladesh e’ ormai nota al mondo intero per la sua vulnerabilita’ : sembra quasi che tutte le calamita’ naturali che vengono dall’Oceano Indiano come cicloni, uragani, tornado e alluvioni si concentrino in questa zona….

Puo’ essere interessante dare uno sguardo al numero di cicloni registrati negli ultimi 200 anni che dalla Baia del Bengala regolarmente colpiscono l’entroterra :

dal 1795 al 1845 : 3 cicloni
dal 1846 al 1896 : 3 cicloni
dal 1897 al 1947 : 13 cicloni
dal 1848 al 1998 : 51 cicloni

Il penultimo successo nel Novembre del 2007 e l’ultimo capitato il 25 di Maggio u.s. non sono nella lista.

Potremmo chiederci come mai cosi’ tanti cicloni in questi ultimi cento cinquant’ anni….

Parte di responsabilita’ non potrebbe cadere anche sull’Occidente ricco e opulento che con il suo modello di sviluppo industriale ha sconvolto i ritmi della natura la quale si ribella e si vendica ?

E’ orami un dato di fatto che i cambiamenti climatici sono ormai visibili e tangibili dappertutto su questa nostra terra circa la quale il comando del Creatore era estremamente chiaro: ‘Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden perche’ lo coltivasse e lo custodisse’ ( Genesi 2,15)

Cosa ne fu e ne e’ della custodia del creato…?

Ma lasciamo queste faccende agli ecologi e torniamo al ciclone ‘Aila’…!

L’ufficio meterelogico del Bangladesh cerca di stare sveglio nei mesi che precedono e seguono la stagione delle piogge perche’ e’ in questo periodo che la furia e la rabbia della figlia ribelle dell’Oceano Indiano si fanno sentire.

Il ciclone che il 25 Maggio u.s. ha colpito la zona Sud Ovest del Bangladesh (arrivando fino a Calcutta ) non sembrava essere cosi’ violento….la velocita’ del vento che normalmente in un ciclone ‘serio’ arriva a superare i 200 chilometri orari questa volta era di soli 70-80 chilometri orari e si pensava che non avrebbe causato grandi danni.

E grandi danni il vento non li ha causati…!

Il disastro questa volta e’ stato causato dall’acqua dei grandi fiumi nei quali durante il passaggio del ciclone era in corso l’alta marea che ha sfondato gli argini riversandosi nei villaggi circostanti travolgendo persone, animali domestici, raccolti e capanne.

In pratica e’ successo un piccolo ‘tsunami’, un cataclisma naturale completamente imprevisto e inaspettato…!

Fortunatamente questo piccolo tsunami ( che per la verita’ per questa zona non e’ poi cosi’ piccolo perche’ la zona completamente allagata e’ molto vasta e i danni sono visibile ovunque ) e’ capitato di giorno e cosi’ la gente ha potuto mettersi in salvo.

Il numero dei morti , secondo le statistiche ufficiali si aggirerebbe sui 200 ma la cifra reale senz’altro ha superato i 500 senza contare i dispersi travolti dalla inondazione e di cui non si sono ricuperati i cadaveri risucchiati dal gioco dell’alta e bassa marea.

Tra le vittime si contano molte donne e bambini…!

Molto probabilmente il numero di morti non cosi’ alto non ha destato interesse nei mass media Europei e chi ha saputo qualcosa di questo ennesimo disastro ha avuto l’informazione tramite Internet.

Oltre ai morti, ai dispersi, al bestiame affogato, alla distruzione degli orti e vivai per i pesci, alle capanne con i muri di fango che nell’acqua si sono sciolte come burro al sole il guaio piu’ grosso causato da questo piccolo tsunami riguarda l’acqua potabile.

Le gia’ poche riserve di acqua dolce sono state completamente allagate dall’acqua salata e cosi’ quello dell’acqua potabile e’ diventato il problema piu’ grosso.

E bisogna tenere presente che questo e’ il periodo piu’ caldo dell’anno per cui senza acqua non sopravvive niente e nessuno…!

Quella dell’acqua potabile e’ quindi la necessita’ piu’ impellente.

Seguita da quella del cibo e dalla legna da ardere per cucinare quel pugno di riso sufficiente per sopravvivere.

E poi servono medicine per combattere le malattie create dall’acqua quali la dissenteria, il colera e il tifo.

E chi e’ riuscito a salvare gli animali domestici ha bisogno di foraggio….!

Normalmente dopo ogni disastro naturale si suggono due fasi : la prima e’ quella del ‘relief’, e cioe’ venire incontro ai sinistrati con i generi di prima necessita’ quali acqua, cibo, medicine.

La seconda fase prevede il lavoro di ‘rehabilitation’, e cioe’ la ricostruzione delle infrastrutture che sono andate distrutte durante la calamita’ naturale come abitazioni, strade, ponti etc…

Nel caso del ciclone ‘Aila’ la ricostruzione piu’ urgente e’ quella degli argini dei fiumi che durante la bassa marea si portano via una buona quantita’ di acqua per poi riportarla indietro magari in quantita’ maggiore durante l’alta marea. E cosi’ i villaggi continuano a rimanere allagati.

Questo ultimo ciclone Aila ha distrutto gli argini in moltissimi posti e per lunghi tratti per cui la riparazione e la ricostruzione degli argini e’ una impresa gigantesca che con la stagione delle piogge ormai imminente risulta molto problematica.

Gli esperti dicono che lavori del genere si potranno fare solo durante la stagione secca che iniziera’ a Novembre.

E cosi’molta gente che ha dovuto abbandonare i villaggi sommersi dall’acqua non potra’ rimettere piede sul pezzetto di terra su cui era posata la loro capanna se non dopo la stagione delle piogge, ossia verso Novembre-Dicembre p.v.

Inoltre nei villaggi dove si potra’ ricostruire l’argine dei fiumi e la terra potra’ ridiventare asciutta molta gente non sara’ piu’ in grado di ricostruirsi la capanna di fango sempre per via della stagione delle piogge ormai imminente e avra’ bisogno di un tetto sopra la testa.

Di conseguenza bisognera’ pensare a qualche altro tipo di casupola prefabbricata che si possa montare in poco tempo e che possa offrire un riparo decente. La Missione che i Missionari Saveriani hanno fondato sei anni fa nella zona colpita dal ciclone Aila non ha subito danni.

Ma i tribali Munda che sono il target group della Missione sono stati danneggiati seriamente.

Quattro dei loro villaggetti sono spariti nell’acqua salata e circa 80 famiglie residenti in questi villaggi ormai inesistenti sono state portate in salvo e attualmente vivono in un campo di sfollati messo a disposizione del Governo che pure sta provvedendo al loro sostentamento giornaliero.

Ma chiaramente questa sistemazione provvisoria non potra’ durare in eterno per cui ai Missionari Saveriani tocchera’ il compito di trovare una nuova sistemazione per queste 80 famiglie.

La sistemazione prevede queste tre cose essenziali : un pezzetto di terra su cui poggiare i piedi, un tetto sopra la testa per ripararsi dal sole e dall’acqua e il modo di guadagnarsi una manciata di riso per riempirsi lo stomaco.

Come gia’ ho accennato all’inizio di questo articolo la Missione tra i tribali Munda della Foresta del Sunderban nacque con l’aiuto della Caritas Diocesana di Como.

Aiuto sollecitato e richiesto e incoraggiato dalla compianta Luigina Barella la cui vita fu spesa interamente per la causa missionaria.

E allora non c’era di mezzo nessun ciclone…ne’ Sidr ne’ Aila…!

Se la Caritas ci aiuto’ durante la ‘bonaccia’…siamo sicuri che ci dara’ una mano anche durante la tempesta…!

E noi ancora una volta potremo dire che la Provvidenza di Manzoniana memoria la c’e’…!

E le pecore sperdute della casa di Israele potranno sperimentare ancora una volta che ‘ e’ apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini’ (Tito2,11)

E dal cielo Luigina Barella non potra’ che dare la sua approvazione !

Dalla zona devastata dal ciclone Aila
P. Luigi Paggi s.x.



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