Costruzione della chiesa a Bangladesh
Notizie di marzo, 2011

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1. P. Melecio, messicano che è stato due anni con me.
2. P. Iulius, l'indonesiano che è venuto a stare con me.
3. Una collana anche per il sottoscritto.
4. Momenti di incontro con la gente.
5. Attuale facciata della chiesa.
6. Interno della chiesa come appare ora.
7. Copertura dell'ultima rampa della scuola.

Carissimi amici e benefattori,

E' da un po' di tempo che non ci si sente. Penso sia doveroso da parte mia aggiornarvi su come procedono i lavori di costruzione della chiesa e della scuola nella missione di Chuknagar. E' inutile ripetervi che senza la vostra preziosa collaborazione e senza il vostro aiuto il sogno dei fuori-casta di Chuknagar non si sarebbe mai realizzato. Veramente grande è il Signore, che è venuto incontro alla povertà dei suoi figli!

Speravo di potere inaugurare la chiesa in occasione della Pasqua, solennizzando l'avvenimento col battesimo di un centinaio di catecumeni, ma i lavori di muratura, intonaco, decorazione, colore, porte, finestre, ecc. portano via molto tempo e così, con tutta probabilità, dovremo spostare la data verso Natale.

Anche la sagomatura esterna della scuola è stata completata: pianterreno, primo e secondo piano di una struttura ad "L". Ora, però, bisogna riempire la struttura e questo comporta molto tempo. Nella scuola, oltre alle aule scolastiche, troveranno posto anche una bibliotechina, una sala per computer ed un salone per incontri. Abbiamo creduto opportuno inserire nell'edificio anche questo spazio, che servirà non solo per gli incontri periodici con studenti e maestri, ma vorrà essere punto di incontro e di riferimento per tutti i Rishi della zona.

Accanto all'attività febbrile della costruzione, vanno contemporaneamente avanti anche le altre attività della missione: primo annuncio, che si concretizza soprattutto nel catecumenato, promozione umana attraverso le scuolette nei vari villaggi, interventi con iniziative di lavoro in situazioni di particolare disagio, assistenza agli ammalati.

Qui, in Bangladesh, l'anno scolastico inizia in gennaio. Così anche nella missione di Chuknagar, nel mese di gennaio, riprende a pieno ritmo ogni tipo di attività. Tra l'altro, quest'anno, nella missione c'è stato anche un cambio di guardia. Infatti, al posto di P. Melecio, un Saveriano Messicano, che è rimasto con me circa due anni e dopo le vacanze in Messico andrà a Manila per completare la sua formazione, è venuto a stare con un altro padre saveriano. Questa volta si tratta di un Indonesiano e si chiama il corso di lingua bengalese e Chuknagar sarà il suo primo posto di lavoro. Così la missione di Chuknagar sta diventando un luogo di tirocinio per i giovani missionari, che poi saranno assegnati altrove.

In un certo senso la mia attività e coinvolgimento invece di diminuire per l'avanzare dell'età aumenta. Grazie a Dio, nonostante i ripetuti incidenti di percorso, la mia salute va a gonfie vele e, andando in moto, di tanto in tanto mi torna in mente il canto di gioia e libertà, che intonavo nei tempi preistorici della mia missione a Borodol.

Lo scorso gennaio, con una cerimonia semplice ma significativa, per la quale abbiamo invitato il superiore regionale del Bangladesh, P. Mimmo Pietanza, abbiamo ripreso l'attività del catecumenato stabilendo, per ogni gruppo e soprattutto per quelli che si preparano a ricevere il battesimo, il cammino da percorrere durante quest'anno. Al termine della cerimonia, ai battezzati è stata consegnata su un foglio plastificato la preghiera del Padre Nostro, sintesi sublime di vita cristiana vissuta. Ai catecumeni invece, sempre su un foglio plastificato, sono state consegnate le Tavole Della Legge, i dieci comandamenti, che rappresentano per loro il punto di partenza per un cambiamento di vita.

Nel campo scolastico, abbiamo avuto il primo incontro programmatico con i maestri, a cui è affidata la conduzione delle scuolette nei vari villaggi. I maestri in tutto sono 43. Con loro abbiamo due incontri mensili: il primo ha carattere formativo e si insiste in maniera particolare sulle motivazioni, che devono sostenerli nel loro compito educativo. Tutti i maestri appartengono allo stesso gruppo sociale e cioè sono fuori-casta e devono sentirsi perciò impegnati per la promozione umana e sociale del loro gruppo. A questi incontri formativi, di solito, invitiamo anche qualche personalità, che conosce la problematica dei fuori-casta ed è in grado perciò di farsi ascoltare spronandoli con indicazioni propositive. Al termine di ogni mese c'è poi un incontro di valutazione sul lavoro svolto. Inoltre, all'inizio e alla fine di ogni anno scolastico incontriamo i genitori nei 12 villaggi in cui siamo presenti col nostro programma educativo. Sempre nel mese di gennaio mi sono recato successivamente nei singoli villaggi. Lo scopo di questi incontri è quello di coinvolgere il più possibile i genitori nell'educazione dei loro figli, facendo loro capire che l'istruzione è la leva della loro liberazione e promozione sociale. Ogni anno poi si pone l'accento su un aspetto particolare della loro cultura che costituisce un ostacolo per il loro avanzamento sociale. L'anno scorso, per esempio, abbiamo condotto una battaglia per la eliminazione del ballo bibaho e cioè del matrimonio delle ragazze in tenera età, che è una piaga ancora assai diffusa nella società bengalese, ma soprattutto in mezzo ai fuori-casta.

Al termine della stagione delle piogge, poi, c'è sempre una fila interminabile di persone, che chiedono una mano per la costruzione o riparazione delle loro case. La missione, inoltre, è un punto di riferimento per i senza terra e senza lavoro. Anche in questo campo, misurando le nostre possibilità, ogni anno si dà vita ad iniziative volte a venire incontro alle tante richieste di aiuto. Lo scopo è quello che, attraverso la spinta iniziale dell'aiuto, i beneficiari riescano poi a stare in piedi da soli. Non è una cosa semplice, ma ci rendiamo conto che non possiamo chiudere gli occhi e rimanere insensibili di fronte a certe richieste di ordine vitale.

In questa rapida carrellata manca il capitolo degli ammalati, che da sempre è parte integrante della missione e che meriterebbe perciò una considerazione a parte. Varrà per un'altra volta, perché penso di avere già abusato della tua pazienza. Ma tantè, siamo alla vigilia della quaresima e potete perciò fare rientrare la mia lettura in esercizio penitenziale.

Rinnovandovi il mio grazie, a nome della piccola comunità cristiana di Chuknagar, vi saluto cordialmente chiedendovi un ricordo nella preghiera. Un abbraccio fraterno.

P. Antonio Germano, Das, S. X.

Chuknagar, 7.3. 11



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