Ricordato Alessandro Di Lisio insieme ai due duroniesi,
Manzo e D'Amico, morti nel secondo conflitto
Duronia celebra i caduti della guerra


Il presidente Picciano: “Siamo in Afghanistan per ristabilire pace e libertà”
di Agnese Genova

DURONIA

Una giornata scaturita dal dovere di tenere desto il ricordo dei caduti in guerra e nelle operazioni di pace, rimembrare il loro coraggio, la forza, la determinazione e trasferire la loro eredità morale ed il valore incommensurabile di una storia scritta con il sangue ai giovani. Questo il senso, nelle parole di Gennaro Ciccaglione, presidente della sezione provinciale dell'Associazione Nassiriya 2003, della manifestazione commemorativa che ieri mattina si è svolta a Duronia.

Un evento coinciso con la Festa della Fanteria, la prima Arma dell'Esercito istituita nel 1664 con 24 reggimenti, e la Giornata del Decorato al Valor Militare, la prima medaglia fu concessa nel 1802 ad un carabiniere. Una cerimonia sobria, alla presenza di tante autorità associazioni d'arma e scolaresche, con una parata di simboli, bandiere e labari. Una bandiera abbrunata ha ricordato Massimiliano Ramadù e Luigi Pascazio, le ultime vittime italiane della guerra. Dinanzi il monumento ai caduti il sindaco Michelino D'Amico ha ricordato il sacrificio delle tante vittime: “Duronia è orgogliosa del loro coraggio che fa onore alla comunità. Tanti giovani hanno dato la vita immolandosi per la patria e gli ideali che sin da piccoli le loro famiglie gli avevano inculcato”.

Seconda tappa del corteo il Monumento ai caduti della sciagura mineraria di Monongah, prima di giungere nel Parco della Rimembranza. Alle porte del paese un angolo verde ricorda i caduti dei conflitti mondiali con sessanta piccole essenze conifere, larici, cedri, pini muchi, ognuno con una targhetta commemorativa. È stato all'interno di questo giardino che si è tenuta la messa al campo, officiata dal cappellano militare Gabriele Teti insieme a don Gino D'Ovidio. Mons. Teti ha ricordato i nostri militari chiamatati dal dovere che accettano il loro compito con rettitudine ed onestà, nei vari teatri di guerra del mondo, difendendo con la vita popolazioni in grande difficoltà.

Il Generale Aldo Piccotti, comandante regionale dell'Esercito, rivolgendosi soprattutto agli alunni della quinta elementare ha detto: “La storia non va dimenticata, fa parte della nostra cultura. I caduti hanno donato la vita per creare un mondo migliore accettando il sacrificio più grande con disarmante semplicità”. Per loro ha chiesto un applauso. Ha parlato di un momento pieno di emozione e commozione il presidente del consiglio regionale Michele Picciano, di una testimonianza di stima ed affetto verso chi difende la democrazia e la patria dagli attacchi nemici.

“La presenza del nostro esercito in Afghanistan non è casuale. È lì per garantire pace, serenità, benessere e libertà”. E ancora una volta il pensiero è volato ad Alessandro Di Lisio, “un angelo che ha difeso con la vita questi principi” ha detto Picciano. Per la speciale circostanza i familiari dei caduti duroniesi nel secondo conflitto mondiale Guido Manzo e Guerrino D'Amico, decorati di medaglia d'oro al valor militare alla memoria, e i parenti delle vittime molisane di missioni di pace Giulio Ruzzi e Alessandro Di Lisio, periti in Somalia nel 1994 e in Afghanistan nel 2009, hanno ricevuto una pergamena e la tessera di socio perpetuo dell'Associazione nazionale Sott'ufficiali d'Italia.

Dagli Stati Uniti, dove vive con la moglie, è tornato a Duronia Antonio, figlio di Guido Manzo, morto a 28 anni in Croazia il 30 gennaio del 1943. Antonio ha 70 anni ed una storia tristissima alle spalle, che racconta tra le lacrime. Orfano a tre anni di entrambi i giovani genitori, cresce tra mille sacrifici a Duronia con lo zio paterno. Si trasferisce in Ohio dopo il matrimonio, costruisce una famiglia, lavora come operaio in una fabbrica automobilistica. La gioia dei figli, poi dei nove nipoti. Ma il ricordo, il pensiero, il richiamo delle radici lo riportano spesso a Duronia, in contrada Casale. Mentre lo intervisto si avvicina per salutarlo, anch'essa piangendo, un'anziana signora.

Si chiama Concetta, era fidanzata con Guerrino D'Amico, l'altro martire duroniese. “Un ragazzo bello e buono, bravo, un giovane posato, un gran lavoratore - lo ricorda, e poi con la voce rotta dai singhiozzi rievoca quel dramma che gli anni non hanno scalfito - è stato ammazzato in Grecia, il 4 aprile del 1941. Gli hanno tagliato il collo con la mitragliatrice”. A seguito della perdita dell'amato, Concetta ha poi sposato Vittorio, fratello di Guerrino. Due storie di guerra e di estremo dolore che si uniscono in un abbraccio fraterno. Serve, forse, ad alleviare la sofferenza. Al termine della manifestazione è stata scoperta una lapide commemorativa sulla facciata del Municipio.